Reazione al fuoco delle pellicole adesive: come si leggono le classi, e l’equivoco del «B1»
Quando una vetrofania, una carta da parati o un telo stampato vanno in un negozio, in un ufficio, in una scuola o in uno stand, prima o poi qualcuno chiede: «che classe di reazione al fuoco ha?». Di solito è il progettista, o il tecnico che segue la prevenzione incendi. Qui spieghiamo come si leggono le sigle che compaiono sulle schede tecniche, dove si nascondono gli equivoci e quali classi hanno i materiali che usiamo.
È scritto per chi progetta — architetti, interior designer, allestitori — ma serve anche a chi deve solo capire cosa sta firmando.
Cosa vuol dire «reazione al fuoco»
Non è la resistenza al fuoco (quella riguarda muri e porte, che devono reggere un incendio per un certo tempo). La reazione al fuoco dice quanto un materiale partecipa a un incendio: quanto è facile che prenda fuoco, quanto velocemente la fiamma ci corre sopra, quanto calore e quanto fumo produce, e se gocciola o perde pezzi incandescenti. Per una pellicola adesiva o un rivestimento decorativo è la domanda giusta, perché sono materiali sottili che si mettono su grandi superfici.
Le classi europee: EN 13501-1
In Europa i prodotti si classificano secondo la norma EN 13501-1, con le cosiddette Euroclassi: A1 e A2 per i materiali incombustibili o quasi (vetro, ceramica, cemento…), poi B, C, D, E, F per quelli combustibili, da quello che contribuisce meno all’incendio a quello che contribuisce di più.
Alla lettera si aggiungono due indici:
- s (smoke), il fumo: da s1 (poco) a s3 (molto);
- d (droplets), le gocce e le particelle che cadono accese: da d0 (nessuna) a d2 (molte).
Così una sigla come B-s1,d0 si legge: materiale combustibile della classe migliore fra i combustibili, poco fumo, niente gocce accese. Per una pellicola adesiva è un’ottima classificazione.
Le classi italiane, e perché si sentono ancora
Prima delle Euroclassi l’Italia aveva un sistema suo, introdotto dal Decreto Ministeriale del 26 giugno 1984: classi da 0 (incombustibile) a 5, con la classe 1 come la migliore fra i materiali combustibili. È per questo che in cantiere si sente ancora chiedere «è in classe 1?».
Per tenere insieme i due sistemi, il Decreto Ministeriale del 15 marzo 2005 ha introdotto una tabella che mette in corrispondenza le classi italiane con quelle europee, a seconda dell’impiego del materiale. Il consiglio pratico è uno: non tradurre a occhio «classe 1» in una sigla europea. Si dice al progettista la classe europea dichiarata dal produttore, e la corrispondenza la valuta lui per l’impiego che ha in mente.
L’equivoco più comune: «B1» non vuol dire Euroclasse B
Sulle schede tecniche, soprattutto di pellicole prodotte o vendute in Germania, compare spesso la sigla B1. È la classe della norma tedesca DIN 4102-1, non l’Euroclasse B: hanno una lettera in comune e nient’altro. Allo stesso modo M1 è la classe francese (norme NF P92), e nel Regno Unito si usano le BS 476.
Non sono classificazioni sbagliate: sono altri sistemi, con altre prove. Ma se il capitolato chiede l’Euroclasse B, una scheda che dice solo «B1» non basta a dimostrarlo: va chiesto al produttore il rapporto di classificazione secondo la EN 13501-1. Quando una sigla compare senza la norma accanto, la domanda da fare è sempre la stessa: secondo quale norma?
Le classi dei materiali che usiamo
Questi sono i dati dichiarati dai produttori nelle schede tecniche, così come li riportiamo nelle nostre schede dei materiali:
| Materiale | Che cos’è | Reazione al fuoco dichiarata |
|---|---|---|
| Mactac 9500 | Pellicola in PVC polimerico | B-s1,d0 (EN 13501-1) |
| Oracal 951 | Pellicola cast per scritte e decorazioni | B-s1,d0 (EN 13501-1); la scheda riporta anche B1 |
| Avery Dennison Dusted Glass | Pellicola effetto sabbiato | B-s1,d0 (EN 13501-1) |
| 3M FASARA | Pellicole decorative per vetro | B-s1,d0 (EN 13501-1), sull’intera gamma |
| APA AP/881-FT | Pellicola effetto sabbiato | B-s2,d0 (EN 13501-1) |
| Palboard | Pannello in PVC con anima riciclata | Bianco pieno 3 mm: B-s2,d0; bianco/nero/bianco: C-s3,d0 (EN 13501-1) |
| ImagePerfect (2522, 2525, 2558, 5700, 7804) | Pellicole per stampa, intaglio e vetro | Indicata come B1: per l’Euroclasse va chiesto il rapporto EN 13501-1 |
Il Palboard è un buon esempio di quanto contino i dettagli: stesso pannello, stesso spessore, due classi diverse a seconda dei colori degli strati. Su un capitolato «Palboard 3 mm» da solo non basta a dire quale si sta prendendo.
Come lavoriamo quando la classe è richiesta
- Diteci la classe che serve e il tipo di impiego (vetrata, parete, pavimento, allestimento temporaneo): sceglieremo il materiale partendo da lì, non dalla grafica.
- Insieme al lavoro consegniamo la documentazione del produttore — scheda tecnica e, dove esiste, il rapporto di classificazione — da allegare alla pratica.
- Attenzione al supporto: la classificazione vale per il prodotto nelle condizioni descritte nel rapporto di prova, che indica anche su cosa è stato provato. Se la pellicola va su un supporto molto diverso, è una cosa da far valutare al tecnico.
Domande frequenti
Una pellicola «B1» va bene se il progetto chiede la classe B?
Non lo si può dire dalla sola sigla. B1 è una classe della norma tedesca DIN 4102-1, la classe B è un’Euroclasse della EN 13501-1: sono prove diverse. Serve il rapporto di classificazione secondo la EN 13501-1 rilasciato dal produttore.
Cosa vuol dire B-s1,d0?
Che il materiale è combustibile ma nella classe migliore fra i combustibili (B), che produce poco fumo (s1) e che non gocciola né perde particelle accese (d0).
La «classe 1» italiana esiste ancora?
Le classi italiane da 0 a 5 si incontrano ancora in molti capitolati e in molte richieste. Esiste una tabella ufficiale che le mette in corrispondenza con le Euroclassi, a seconda dell’impiego: la corrispondenza la valuta il progettista, partendo dalla classe europea dichiarata dal produttore.
Chi decide che classe serve?
Il progettista o il tecnico che segue la prevenzione incendi dell’edificio o dell’allestimento. Noi forniamo il materiale con la classe richiesta e la documentazione del produttore che la dimostra.
Fonti
- UNI EN 13501-1 — Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione.
- Decreto Ministeriale 26 giugno 1984 — Classificazione di reazione al fuoco e omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi.
- Decreto Ministeriale 15 marzo 2005 — Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione, con la tabella di corrispondenza fra classi italiane ed europee.
- DIN 4102-1 (Germania), NF P92-501/507 (Francia), BS 476 (Regno Unito) — le classificazioni nazionali citate.
- Le schede tecniche dei produttori dei materiali in tabella.
- Per un riepilogo delle certificazioni dei materiali per la stampa: Filmolux, «Lo sapevi che…».