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Cartello con la mappa della Val Resia, cornice in corten, segnaletica turistica

Segnaletica
turistica

Cartelli, bacheche, mappe e percorsi per far girare chi arriva: dai sentieri della Carnia ai villaggi sul mare. Progettati, stampati e posati da noi.

“Un visitatore che non capisce dove andare non chiede: guarda il cartello, non lo legge, e decide da solo — di solito di tornare alla macchina. Un percorso si racconta, non si segnala — e il cartello è il primo che parla.”

La segnaletica turistica non la compra un privato: la commissionano comuni, parchi, consorzi, pro loco, musei e villaggi. Persone diverse con lo stesso problema — un territorio che ha qualcosa da far vedere e un visitatore che ha venti secondi di attenzione.

E ha un vincolo che la segnaletica di un ufficio non ha: sta fuori, per anni, senza nessuno che la guardi. Sole, gelo, neve, e sul mare la salsedine che mangia le viti. È il motivo per cui la scelta del materiale conta più della grafica, e per cui un cartello fatto con il supporto sbagliato si vede dopo due estati.

Sentieri e montagna

Frecce, tabelle segnavia e pali: alluminio composito con stampa diretta e verniciatura trasparente protettiva, su palo in legno impregnato. Per il Parco Naturale delle Prealpi Giulie abbiamo fatto le tabelle segnavia; in montagna il problema non è il sole, è il gelo e la neve che piega quello che non è ancorato bene.

Percorsi culturali e mappe

Quando il cartello deve raccontare e non solo indicare. A Cesclans abbiamo costruito il percorso delle poesie di Siro Angeli — totem in acciaio e alluminio, ognuno legato al suo luogo — e per la Val Resia il cartello con la mappa del territorio, con la cornice in corten che invecchia col paesaggio invece di stonarci.

Mare e villaggi turistici

Sul mare cambia tutto: la salsedine. Per i villaggi turistici di Caorle abbiamo usato alluminio composito con laminazione anti-UV e ferramenta in acciaio inox — perché il cartello regge, e sono le viti che cedono prima.

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Le nostre soluzioni

Cartelli e frecce direzionali

Il sistema che porta da un punto all'altro: frecce sui pali, cartelli di conferma agli incroci, indicazioni di distanza e tempo. Alluminio composito, stampa diretta o vinile protetto, pali in legno impregnato o in acciaio secondo dove si posa.

Bacheche e pannelli informativi

Il punto in cui il visitatore si ferma a leggere: mappa del territorio, storia del luogo, regole del parco. In legno di pino trattato in autoclave o autoportanti in acciaio con cupolino, anche illuminate con faretti a LED alimentati da pannello solare dove la corrente non arriva.

Totem e percorsi narrativi

Quando i cartelli diventano una storia: una serie di totem, ognuno con un pezzo del racconto, legato al posto in cui sta. È il lavoro che abbiamo fatto a Cesclans con le poesie, e si può fare con qualsiasi contenuto abbia un filo.

Un'immagine coordinata per tutto il percorso

La parte che si dimentica: senza un progetto, dopo cinque anni lo stesso sentiero ha cartelli di tre fornitori diversi. Lo studio grafico sta dentro l'officina, quindi il progetto lo facciamo noi, teniamo i file, e il pezzo aggiunto nel 2030 somiglia a quello del 2026.

Le cose vicine, con materiali e prezzi
Vantaggi

Il progetto, la costruzione e la posa li fa la stessa officina: non c'è un grafico che disegna una cosa che poi non si può tagliare, e non c'è un corriere che scarica i cartelli e se ne va. Tagliamo e stampiamo in casa, quindi una misura fuori standard non allunga i tempi di un mese. I file del progetto restano a noi e sono tuoi: il pannello che si sostituisce fra tre anni esce identico. E siamo in Friuli, a Tolmezzo e a Pasian di Prato, quindi il sopralluogo sul sentiero lo facciamo salendo.

Domande frequenti
Quanto dura un cartello turistico lasciato fuori?

Dipende da dove sta e da com'è fatto, e la differenza la fanno due cose: la laminazione protettiva anti-UV sulla stampa, che è ciò che tiene il colore, e la ferramenta. Sul mare usiamo acciaio inox perché la salsedine attacca le viti prima del pannello; in montagna il problema è l'ancoraggio, non il materiale.

Serve un'autorizzazione per posare un cartello su un sentiero o in un'area protetta?

Quasi sempre serve il via libera dell'ente che gestisce l'area — comune, parco, consorzio — ma le regole cambiano da ente a ente e non ce le inventiamo: si verifica con loro prima di produrre. Lo facciamo come parte del lavoro, e ci siamo passati con il Parco delle Prealpi Giulie.

Si può fare in legno, per non stonare col paesaggio?

Sì, ed è una scelta che facciamo spesso: pino trattato in autoclave per la struttura, con il pannello informativo in alluminio composito stampato e laminato. Così la parte che si vede è quella che regge all'acqua, e quella che invecchia è il legno, che invecchiando migliora. Dove serve un effetto ancora più naturale c'è il corten, come nella cornice della mappa della Val Resia.

Quanto costa la segnaletica di un percorso?

Non c'è un prezzo al cartello che abbia senso: lo spostano il numero di punti, la misura dei pannelli, il tipo di palo e quanto è scomodo arrivarci a posare. Si fa un preventivo sul percorso, e la voce che sorprende di più non è la stampa: è la posa.

Potete aggiungere pezzi a un percorso che esiste già?

Se il percorso è nostro sì, perché abbiamo i file e il nuovo esce identico. Se l'ha fatto qualcun altro si guarda cosa c'è: a volte si riproduce, a volte conviene dire che non si riesce a farlo uguale piuttosto che fare un pezzo che si vede.

Raccontaci il percorso

Bastano la mappa, quanti punti pensate di segnalare e due foto di com'è il posto. Veniamo a vederlo noi. Preventivo gratuito.

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Oppure guarda la segnaletica territoriale per comuni ed enti

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