LAVORAZIONI CONTO TERZI
Lavoriamo conto terzi per altre aziende: tagliamo su disegno quello che ci mandate, dal prototipo singolo alla piccola serie. Le macchine sono nostre e stanno in officina a Tolmezzo e a Pasian di Prato, quindi i tempi non dipendono da un terzo.
Campionature e quantità minime
Partiamo da qui perché è la domanda che ci fanno sempre, e la risposta è il motivo per cui conviene rivolgersi a noi invece che a un fustellatore.
Facciamo campionature. Un pezzo solo, tagliato sul vostro disegno e sul materiale vero, per vedere se la sagoma funziona prima di impegnarsi su una serie. Su un materiale che si comprime — una schiuma, un Poron, un feltro — il campione dice in due minuti quello che un preventivo non dice: come viene il bordo, se la tolleranza tiene, se lo spessore è quello giusto.
E le quantità minime sono basse davvero. Non c’è un’attrezzatura da ammortizzare, quindi non c’è una soglia sotto la quale il lavoro non sta in piedi: trenta pezzi si fanno, dieci si fanno, uno si fa. È esattamente il campo dove una fustella non ha senso — e dove chi ha solo fustelle vi dice che non conviene.
Per un ufficio tecnico vuol dire poter provare una modifica senza chiedere un budget. Per un commerciale vuol dire poter portare un campione a un cliente prima di avere l’ordine.
Taglio digitale a lama: guarnizioni, feltri, schiume, film
È il servizio che interessa di più a chi non ci conosce, perché risolve un problema preciso: tagliare una sagoma senza fare la fustella.
Il tavolo monta tre utensili diversi, e la scelta cambia il risultato:
- Lama oscillante — per gli spessori e per i materiali che si comprimono: schiume, gomme, poliuretani espansi. È quella che dà un bordo netto su un materiale morbido, dove una lama ferma lo schiaccerebbe.
- Lama trascinata — per i film sottili e i materiali rigidi in foglio: Mylar, PVC, poliestere, cartoncino.
- Lama rotante — per i tessuti: taglia senza sfilacciare, che è il problema di tagliare un tessuto con una lama che va su e giù.
Materiali che abbiamo già tagliato
- PORON 4701 — il poliuretano microcellulare di Rogers per guarnizioni che non devono schiacciarsi nel tempo. Qui c’è la scheda coi gradi e i dati.
- Mylar e poliestere in film — maschere, dime, isolanti, guarnizioni sottili.
- Feltro — guarnizioni, pattini, antirumore, imbottiture.
- PVC in foglio, rigido e flessibile.
- Neoprene, schiume e poliuretani espansi.
- Cartone e cartoncino, anche per inserti sagomati e imballaggi tecnici.
Altre schiume e guarnizioni che si tagliano sullo stesso tavolo
Queste non sono promesse a scatola chiusa: sono le famiglie che un tavolo come il nostro lavora. Se avete una di queste in disegno, chiedete e vi diciamo subito — compreso quando è meglio che no.
- Siliconi espansi BISCO (BF-1000, HT-800, HT-870, HT-1200), la famiglia che Rogers mette accanto al PORON: alte temperature, scatole da esterno, schermi termici. Chi ha un PORON in un disegno spesso ha un BISCO nell’altro.
- EPDM — tenute all’acqua e agli agenti atmosferici.
- NBR / nitrile — dove ci sono oli e grassi.
- Silicone espanso e compatto, per temperatura e uso alimentare.
- Polietilene espanso a celle chiuse (tipo Plastazote o Ethafoam) — inserti sagomati e guarnizioni.
- EVA — imbottiture, custodie, protezioni.
- Sughero e sughero-gomma — guarnizioni classiche.
- Schiume acustiche, melamminiche e poliuretaniche.
- Biadesivi tecnici fustellati (tipo 3M VHB o tesa) — le parti adesive sagomate che servono a montare pannelli e scatole senza viti.
⚠️ Due avvertenze oneste. PORON e BISCO si compra tramite la rete di converter autorizzati Rogers, di cui non facciamo parte: il materiale lo portate voi o lo prendiamo in distribuzione, noi lo tagliamo. E su alcuni materiali — i siliconi compatti spessi, il PTFE, le schiume molto alte — la fattibilità dipende dallo spessore: si decide sul pezzo, non sul catalogo.
Materiale in bobina: il piano avanza da solo
Il tavolo Gerber ha il piano a tappeto: il materiale arriva dal rotolo e avanza da sé mentre la macchina taglia. È una differenza che si sente su due cose.
La lunghezza del pezzo non è limitata dal tavolo. Una sagoma lunga tre metri si taglia come una da trenta centimetri: il tappeto la porta avanti. Su un piano fisso bisognerebbe spostare il materiale a mano e riallineare, e ogni riallineamento è un errore possibile.
E si lavora direttamente dalla bobina. Feltri, tessuti tecnici, schiume e gli stessi Poron arrivano in rotolo: non c’è bisogno di tagliarli in fogli prima, con lo sfrido e il tempo che comporta. Su una serie la macchina va avanti da sola, le sagome si annidano in continuo — quindi meno scarto per pezzo — e nessuno deve stare lì a riposizionare.
Messo insieme a quello che abbiamo detto sopra: lo stesso tavolo fa il pezzo unico per la campionatura e la serie lunga dal rotolo. È la ragione per cui si può partire piccoli senza dover cambiare fornitore quando il volume cresce.
Taglio laser sui tessuti: il bordo si sigilla
Sul tavolo Gerber abbiamo anche una testa laser, e sui tessuti fa una cosa che nessuna lama può fare: mentre taglia sigilla il bordo.
Su un tessuto sintetico — poliestere, nylon, i tecnici in genere — il calore fonde le fibre sul filo del taglio, quindi il pezzo esce con il bordo chiuso e non si sfilaccia. Vuol dire niente orlo, niente termosaldatura dopo, niente pezzo che si apre al primo lavaggio o alla prima trazione. Su una sagoma complicata o su un pezzo piccolo è la differenza fra un prototipo presentabile e uno da rifinire a mano.
Il laser arriva anche dove la lama non entra: fori piccoli, angoli stretti, dettagli di pochi millimetri, e incisioni o marcature sul pezzo invece di un taglio passante.
Dove invece non conviene, e lo diciamo prima: sulle fibre naturali e su molti materiali spessi il laser non sigilla — brucia il bordo e lascia un segno scuro, e l’odore resta. Su un feltro di lana, su un cotone o su una schiuma spessa la lama resta la scelta giusta. Per questo le due macchine lavorano insieme: si sceglie l’utensile sul materiale, non il contrario.
Perché senza fustella conviene
Una fustella d’acciaio è un’attrezzatura: si progetta, si fa fare, si paga. Su una tiratura grande si ammortizza; su un prototipo o su cinquanta pezzi costa più del lavoro. E se il disegno cambia, la fustella va rifatta.
Col taglio digitale non c’è attrezzatura: c’è un file. Vuol dire che:
- un prototipo singolo si fa, e si fa in giornata;
- una preserie di trenta o cinquanta pezzi ha senso economico;
- una modifica al disegno costa un file nuovo, non un’attrezzatura nuova;
- più sagome diverse si possono tagliare nello stesso foglio, senza una fustella per ciascuna.
Taglio a fresa CNC
Per i materiali rigidi e gli spessori: legno, MDF, multistrato, PVC, Forex, PMMA, policarbonato. Si fresano sagome, incisioni, scanalature a V per piegare e lettere a giorno.
Taglio al plasma
Per i metalli: inox, acciaio, ottone, rame. È la macchina con cui tagliamo le strutture e i frontali traforati delle nostre insegne, e la stessa la mettiamo a disposizione di chi ha bisogno di un pezzo tagliato su disegno.
Chi ci lavora
Il taglio su disegno serve a settori che con le insegne non hanno niente a che fare, e sono i nostri clienti conto terzi:
- Elettrodomestico ed elettronica — guarnizioni e isolanti per pannelli, scatole, tastiere.
- Meccanica e oleodinamica — guarnizioni, spessori, protezioni.
- Nautica — feltri, schiume e tessuti per cuscinerie, gavoni e isolamenti.
- Arredo e imbottiti — sagome in schiuma e tessuto.
- Imballaggio tecnico — inserti sagomati per casse, valigie e trasporti.
- Serigrafia e stampa — maschere e dime in Mylar.
- Allestimenti e arredo — intarsi su moquette: un logo all’ingresso, una fascia di colore, una sagoma. Non il telo, che lo posa chi di dovere: la figura dentro il telo, con le due parti tagliate sullo stesso profilo perché combacino. Showroom, hotel, sale congressi, fiere, cinema, e gli interni delle barche dove la moquette va sagomata sul profilo.
- Pavimentazioni sportive e in gomma — palestre, aree gioco, campi: i teli li incolla il posatore, ma il logo al centro e la segnaletica a terra vanno tagliati.
Come si lavora con noi
- Mandate il disegno e dite il materiale: va bene un DXF, un DWG, un PDF vettoriale o un AI. Se il disegno non c’è, va bene anche il pezzo campione.
- Vi diciamo se e come lo tagliamo, con quale lama e con che tolleranze. Se il materiale non è adatto al taglio a lama lo diciamo subito, invece di provarci e rovinare la vostra lastra.
- Un pezzo di prova, se serve: su un materiale che si comprime il primo pezzo dice più di qualunque preventivo.
- La serie, con il file che resta a noi: il riordino dell’anno prossimo parte da quello.
Il materiale tecnico lo porta il cliente, ed è giusto così. PORON, siliconi, EPDM, nitrile: non li teniamo a magazzino, e se serve li compriamo — ma di norma chi ci lavora ha già il materiale omologato dal suo ufficio qualità, con il suo lotto e la sua scheda: l’ultima cosa che vuole è un pezzo tagliato su un lotto diverso dal suo. Voi mandate il rotolo o i fogli, noi tagliamo. Se però non l’avete, lo compriamo noi: diteci grado e spessore e ce ne occupiamo.
Per i materiali che invece usiamo anche noi — PVC, forex, PMMA, policarbonato, cartoni, alluminio composito — il materiale lo forniamo noi senza problemi.
In entrambi i casi: se il materiale lo mandate voi, mandatene un foglio in più. Su un materiale nuovo il primo taglio è di prova, e su una schiuma la prova serve davvero.
Azienda certificata ISO 9001:2015: del lavoro resta una traccia scritta, materiale e parametri compresi, quindi un riordino a distanza di anni esce uguale al primo. Preventivi gratuiti, e il disegno che ci mandate resta vostro.